Ustica, momenti di condivisione e spensieratezza – bei ricordi!….



È ingrato chi nega il beneficio ricevuto;
ingrato chi lo dissimula;
più ingrato chi non lo restituisce;
il più ingrato di tutti chi lo dimentica.
Lucio Anneo Seneca
A Giovanni Caminita (N.Y.)
a Ercole Taranto
a Salvatore Verdichizzi
a Gabriele Verdichizzi
a Carmelo Seminara i Migliori
Auguri di Buon Compleanno
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Oggi si festeggia S. Simone e Giuda.
Auguri a tutti coloro che festeggiano
il loro Onomastico sotto questo Nome.
Mentre a Roma il presidente di Confitarma Mario Zanetti celebra davanti al Presidente Mattarella i 125 anni dell’Associazione parlando di 225 miliardi di economia del mare, 1.100 navi e 60 per cento del commercio estero via nave, in Sicilia la storia di Tirrenia e Siremar, privatizzate proprio su spinta degli armatori privati, ha prodotto l‘opposto della concorrenza: un monopolio dove ai bandi non si presenta più nessuno.
Tirrenia e Siremar erano la stessa azienda. Siremar nasce nel 1975, legge 169, socio maggioritario Tirrenia e minoritari gli armatori siciliani. Gestiva tutte le isole minori siciliane: Eolie, Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria. Dipendeva dal Gruppo Tirrenia.
Nel settembre 2010 Tirrenia e Siremar vengono messe in amministrazione straordinaria, commissario Giancarlo D Andrea. Parte la privatizzazione voluta anche da Confitarma.
L‘11 dicembre 2006 Confitarma, presidente Nicola Coccia, aveva detto no alla proroga della convenzione Stato Tirrenia, definendola un facile bersaglio a Bruxelles, e aveva chiesto una ATI di tutti gli operatori privati come unico interlocutore per la privatizzazione di Tirrenia e Siremar.
Prima gara luglio 2010 per Tirrenia: vince Mediterranea Holding. Offerta 25 milioni più 520 milioni di debiti.
Ottobre 2011 tocca a Siremar: viene ceduta a Compagnia delle Isole Spa, società partecipata al 30,33 per cento dalla Regione Siciliana e controllata da Mediterranea Holding dell’armatore napoletano Salvatore Lauro. Nell’accordo convenzioni statali per 55,6 milioni l’anno per 12 anni.
E proprio qui che Confitarma stessa prende le (altro…)

Nel D.D.G. regionale n. 2464 abbiamo rilevato un passaggio che merita particolare attenzione.
A pagina 4 del decreto viene infatti richiamata una nota del Comune di Ustica, prot. n. 19677 del 15 maggio 2026, con la quale l’Amministrazione comunale ha chiesto alla Regione Siciliana una rimodulazione dei servizi di collegamento marittimo sulla tratta Palermo–Ustica e viceversa.
Una circostanza sulla quale riteniamo indispensabile fare piena chiarezza.
Che cosa ha chiesto esattamente il Comune di Ustica?
Nel DDG si evince che la richiesta del Comune faceva risparmiare alla Regione euro 112.800 per l’anno 2026 ed euro 117.500 per l’anno 2027.
Sono state richieste modifiche agli orari, alle frequenze o al numero delle corse? La rimodulazione ha comportato, o potrebbe comportare, la perdita di qualche collegamento o di servizi importanti per l’isola, come il cosiddetto traghettino?
E soprattutto, quali risposte ha fornito la Regione Siciliana e quali decisioni sono state effettivamente assunte?
Sono domande alle quali i cittadini hanno diritto di ricevere risposte chiare.
Per questo motivo abbiamo presentato al Sindaco ed al Segretario comunale una richiesta urgente di accesso agli atti.
Abbiamo chiesto di acquisire la nota originale del (altro…)


Dallo Stretto di Messina e dal Tirreno meridionale, il tracciato prosegue attraverso il Mediterraneo centro-occidentale, interessando il margine algerino, marocchino e di Alboran, fino allo Stretto di Gibilterra
Il terremoto di magnitudo Mw 5,5 registrato il 23 ottobre alle 12:19 nel Tirreno meridionale, a nord-ovest delle Isole Eolie (non a caso colpite da frane), riporta l’attenzione – insieme allo sciame sismico in corso – su una fascia tettonica particolarmente complessa. È qui, tra l’arcipelago e Ustica, che starebbe prendendo forma un nuovo tratto del confine tra le placche africana ed eurasiatica.
A ricostruirne il tracciato è stato uno studio pubblicato nel 2023 sulla rivista scientifica Earth and Planetary Science Letters, condotto da un gruppo di ricercatori oggi afferenti all’Istituto di geoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Geo), insieme alle Università di Messina e Palermo.
Africa ed Eurasia continuano ad avvicinarsi, comprimendo e deformando le rocce lungo il Mediterraneo. Il sistema di convergenza più antico, che ha contribuito alla formazione delle catene montuose interne della Sicilia, ha progressivamente rallentato la propria attività; la spinta tra le due placche, però, non si è arrestata. Parte della deformazione si è trasferita più a nord, lungo il Tirreno meridionale, attivando un diverso sistema di faglie.
La scossa del 23 ottobre si colloca proprio all’interno di questa fascia, dove le rocce accumulano lentamente la deformazione prodotta dalle spinte tettoniche per poi liberarne una parte attraverso movimenti improvvisi lungo le faglie. L’inquadramento generale non basta tuttavia a individuare la struttura responsabile del singolo sisma: per identificare la faglia che ha generato il terremoto saranno necessarie analisi sismologiche specifiche.
Quello delineato dallo studio non è infatti un confine netto, riconducibile a una sola frattura continua, ma una fascia composta da più strutture tettoniche. Dallo Stretto di Messina e dal Tirreno meridionale, il tracciato prosegue attraverso il Mediterraneo centro-occidentale, coinvolgendo il margine algerino, quello marocchino e il mare di Alboran, fino allo Stretto di Gibilterra. Anche queste aree sono interessate da forti terremoti legati all’interazione tra Africa ed Eurasia.
Lo studio, firmato da Andrea Billi, Marco Cuffaro, Barbara Orecchio, Mimmo Palano, Debora Presti e Cristina Totaro, ha integrato due fonti d’informazione: la distribuzione e le caratteristiche dei terremoti, da una parte, e le misure satellitari Gps/Gnss dall’altra. Queste ultime permettono di rilevare spostamenti del suolo nell’ordine di pochi millimetri all’anno, rendendo possibile ricostruire come la deformazione si distribuisce tra le due placche.
La sequenza sismica di questi giorni offre dunque una nuova manifestazione di un Mediterraneo geologicamente ancora in evoluzione. Capire dove si concentra la deformazione aiuta a interpretare meglio la sismicità e ad affinare le valutazioni della pericolosità sismica, ma non permette di prevedere quando e dove avverrà il prossimo terremoto. Né – giova ricordare – il trasferimento verso nord di parte delle spinte tettoniche implica che le strutture più antiche presenti all’interno della Sicilia abbiano cessato ogni attività. Che fare? Dovremmo investire in prevenzione antisismica, fronte sul quale purtroppo il Paese resta fermo al palo.
Fonte: Di Redazione Greenreport



Anche l’ipocrita ha tre segni di riconoscimento: quando parla, mente; quando promette, manca alla promessa data; quando ci si fida di lui, tradisce.
— Maometto
Lisa Jafferies i Migliori
Auguri di Buon Compleanno
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Oggi si festeggia Fiorenzo
Auguri a tutti coloro che festeggiano
il loro Onomastico sotto questo Nome.





P.S., ore 15,29 L’aliscafo Carmine alle ore 16,00 partirà regolarmente per Ustica
P.S. ore 09,07 — Natalie M da Palermo per Ustica omette le partenze ore 11.00 e ritorno ore 14.00 causa codnimeteo avverse
P.S. oren07,40 – Nave SIBILLA con partenza ore 08:30 da PALERMO comunica che lo scalo di CALA CIMITERO verrà effettuato con riserva causa condimeteo avverse.
P.S. ore 06,48 – L’aliscafo Mirella Morace annulla la corsa delle ore 07,00 da Palermo
Partenza dell’Aliscafo Natalie M delle ore 06,30 da Ustica regolare

Chi accetta passivamente il male è altrettanto complice di chi lo commette.”
— Martin Luther King
A Gioacchino P Caminita
a Delia Famularo
a Salvo Pitruzzella
a Gabriele Picone
a Roberto Picone
a Gwendolyn Kelley
a Elita Pitruzzella i Migliori
Auguri di Buon Compleanno
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Oggi si festeggia S. Evaristo.
Auguri a tutti coloro che festeggiano
il loro Onomastico sotto questo Nome.













